

GRANDEZZE
CONSIDERATE E DATI UTILIZZATI
La Regione Lombardia presenta un territorio montuoso molto vasto ed articolato:
comprende provincie interamente montane, quali quella di Sondrio, e provincie
prevalentemente montuose, quali quelle di Brescia, di Bergamo, di Lecco e
di Como. La struttura che opera in merito allo studio di fenomeni quali la
neve, le valanghe, la glaciologia e la meteorologia di montagna, è
il Centro Nivometeorologico regionale, che ha sede in Bormio (SO). Il centro
è dotato di una rete di Stazioni Nivometeorologiche automatiche e manuali,
che permette il costante controllo della evoluzione delle situazioni di pericolo
legate alla neve, alle valanghe ed al tempo in montagna. La raccolta e lelaborazione
dei dati è finalizzata principalmente alla realizzazione del Bollettino
Nivometeorologico Lombardo, il quale destate assume la veste di bollettino
meteorologico alpino, sempre pronto a riportare notizie nivologiche in caso
di situazioni meteorologiche particolari.
Nelle Stazioni manuali una parte dei dati vengono registrati meccanicamente
da strumentazioni site in capannina meteorologica ed altri, come ad esempio
laltezza della neve e la precipitazione nevosa giornaliera, vengono
rilevati manualmente in maniera diretta. I dati rilevati dalle stazioni manuali,
integrati a quelli provenienti dalle stazioni automatiche, costituiscono un
importante supporto di verifica delle previsioni nivo- meteorologiche riportate
nei Bollettini, oltre che per analisi climatologiche ed ambientali e per la
previsione dei rischi.
Nel lavoro sono stati presi in esame i dati delle Stazioni manuali di Bormio,
S. Caterina, Livigno e Cancano (questultima operante solo durante la
stagione invernale) relativi a 10 stagioni invernali. La scelta delle stazioni
segue un criterio di omogeneità del territorio: pur presentando caratteristiche
microclimatiche differenti, le Stazioni prescelte coprono, infatti, una macro
area quanto più omogenea possibile, essendo tutte ubicate nel settore
retico Nord- Orientale della Regione al di sopra dei 1200 m.
Non sono stati considerati i dati delle stazioni automatiche in quanto poco
significativi per gli obiettivi preposti.
Per ciascuna stagione invernale sono stati presi in esame i seguenti punti:
situazione euroatlantica giornaliera per i periodi perturbativi. Descrive
la circolazione media, la distribuzione delle temperature e delle precipitazioni
mensili.
analisi meteorologica. Si effettua la scelta degli episodi significativi
di ciascun mese, descrivendo per ciascuno la situazione meteorologica ricavata
dalle carte di circolazione.
analisi climatologica. Descrive per ogni stagione e per ciascuna stazione
landamento delle temperature, delle precipitazioni, dellevoluzione
del manto nevoso confrontando i dati con valori storici disponibili.
analisi di episodi particolari. Si isolano per ciascuna stagione degli
episodi particolarmente interessanti dal punto di vista nivometeorologico
(precipitazioni abbondanti, freddo intenso, lunghi periodi secchi).
analisi climatologico dinamica. Si confrontano i tipi circolatori di
ciascuna stagione con quelli storici disponibili.
Prima dellelaborazione si è reso necessario un pretrattamento
dei dati a causa della presenza di missing values, cioè di dati mancanti.
Si è utilizzato il metodo di sostituzione per similarità locale:
gli oggetti per i quali non esistono dati mancanti vengono utilizzati per
stimare la distanza da ciascun oggetto per il quale esiste un dato mancante,
distanza calcolata con il metodo K-NN (k- nearest neighbours).
Scelto un valore del parametro k, il numero di vicini da considerare,
viene stimato il valore del dato mancante dai valori assunti per i k
campioni più vicini, pesando i valori noti dei k vicini con linverso
delle loro distanze dal dato mancante, secondo lespressione

dove r scorre sui k
intorni, mr identifica i k intorni più vicini e d
è la distanza euclidea media tra il dato i e ciascuno dei k
intorni. In pratica, loggetto più vicino pesa di più nel
determinare la stima del dato mancante. Si è scelto 4 come valore per
il parametro k.
I parametri nivometeorologici presi in considerazione nello studio sono stati:
altezza della neve fresca, misurata come incremento della neve fresca
al suolo. Viene rilevata nelle stazioni manuali per mezzo di una tavoletta
posta sul manto nevoso eventualmente presente, in modo da separare meccanicamente
la neve già deposta da quella che cade durante la giornata. Di questa
precipitazione si valuta laltezza in centimetri lungo unasta nivometrica,
infissa verticalmente nel terreno. Nel lavoro è stata considerata laltezza
della precipitazione nevosa cumulata mensile e annuale, confrontando i valori
con la media calcolata sul decennio disponibile (dallinverno 1989-90
allinverno 1998-99);
altezza della neve al suolo, ossia lo spessore dellintera coltre
misurata lungo unasta nivometrica in centimetri. La conservazione del
manto nevoso dipende strettamente dalle condizioni microclimatiche, ed è
quindi difficile allestire stazioni rappresentative delleffettiva condizione
media del manto nevoso naturale sui versanti alpini. Nel lavoro sono stati
considerati landamento mensile dello spessore per ogni stagione invernale,
i suoi valori minimi, massimi e medi, tenendo conto di quanto detto precedentemente;
temperatura dellaria, valori massimi e minimi giornalieri valutati
per mezzo di termometri a circuiti integrati in gradi centigradi. Nel lavoro
sono stati considerati landamento mensile, la media annuale e decennale
dei valori minimi e massimi;
numero di giorni nevosi, definito come numero dei giorni in cui la neve
fresca è stata uguale o superiore a 1 cm. Per la stazione di Bormio,
si è anche considerato il numero di eventi di precipitazione che hanno
apportato una quantità di neve fresca maggiore o uguale a 20 cm, valutando
la sua distribuzione mensile e stagionale;
distribuzione dei tipi di tempo nelle stagioni invernali e frequenza
di comparsa negli eventi meteorologici significativi. Vengono descritti gli
eventi di nevicate di maggiore rilievo del decennio, sia dal punto di vista
delle configurazioni meteorologiche che li hanno provocati, sia dei fenomeni
valanghivi ad essi conseguenti.