
CONSIDERAZIONI
CONCLUSIVE
Un piano di prevenzione ha come scopo quello di ottenere un sufficiente grado
di sicurezza per le persone e le cose negli insediamenti e lungo le vie di comunicazione,
oltre che per le attività sportive e ricreative che vengono praticate
sulle montagne innevate.
Il rischio si definisce attraverso la probabilità che si verifichi un
evento durante un intervallo di tempo predeterminato ed è correlato a
tre indici di probabilità fra loro indipendenti:
il pericolo o probabilità del verificarsi dellevento;
la vulnerabilità o probabilità di presenza o che vengano
prodotti dei danni;
valore o entità del danno.
Gli enti e le istituzioni considerano il così detto rischio collettivo
dato dalla somma dei rischi individuali, cioè dallinsieme dei rischi
corsi da tutte le persone e gli oggetti minacciati dallevento, moltiplicato
per un fattore che indica il diverso peso assegnato dalla società a diversi
tipi di rischio (ad esempio la distinzione tra rischi volontari e involontari).
Rimane una percentuale di rischio residuo che è posta in relazione alla
capacità di valutazione e di comportamento del singolo che intraprende
attività volontarie al di fuori delle zone maggiormente controllate.La
probabilità che si verifichi una valanga in una determinata area viene
definita attraverso la valutazione della stabilità del manto nevoso,
e lanalisi climatologica può essere un valido supporto. La probabilità
di presenza è legata alluso che si fa dellarea da proteggere:
per un insediamento turistico permanente è sempre pari a 1 ed è
molto alta per percorsi ricreativi molto frequentati (piste da sci, percorsi
sci- alpinistici). Lentità del danno permette di quantificare le
proporzioni di un possibile danno sulla base di una scala di valori parzialmente
soggettiva. La definizione delle condizioni attuali di stabilità, da
cui dipende la probabilità di distacco valanghe, viene fatta principalmente
attraverso lesame dei profili del manto nevoso e dei risultati dei test
di stabilità, mentre la previsione del pericolo viene effettuata stimando
lazione dei principali fattori meteorologici (precipitazione, vento, temperatura,
radiazione solare ecc.) sulla struttura del manto nevoso. È quindi evidente
che la previsione del pericolo di valanghe è strettamente legata alla
previsione meteorologica. La conoscenza dettagliata degli effetti di una determinata
situazione meteorologica, sullevoluzione del manto nevoso in una certa
zona, permette di migliorare sempre più la previsione del pericolo valanghe
e consente di intervenire più efficacemente in situazioni di probabile
rischio elevato. Per questa ragione è auspicabile lo sviluppo di modelli
che integrino sempre di più le conoscenze meteorologiche con i modelli
classici di dinamica delle valanghe. Con gli attuali modelli di previsione meteorologica,
è possibile prevedere la 850 hPa a 9- 10 giorni: è evidente che
la conoscenza delle relazioni tra neve e tipi di tempo possa essere utile per
sviluppare dei sistemi di preallarme sulla base delle previsioni di circolazione,
sempre tenendo presente la situazione del manto nevoso al suolo. La stagione
invernale media definita precedentemente (figura 7), ad esempio, pone lattenzione
su due momenti particolari dellinverno: il periodo compreso tra la fine
dellanno e la prima metà di gennaio ed il periodo che va dallultima
decade del mese di marzo fino ad oltre la metà daprile. Tenendo
conto della prevalente vocazione turistica dellarea analizzata, si perviene
alla conclusione che la prevenzione delle valanghe deve rivestire un ruolo di
primaria importanza e deve dettare le regole in una corretta politica di pianificazione
territoriale. Lindagine svolta in questo studio può essere utilizzata
a supporto di previsioni meteorologiche, che servono a definire il pericolo
valanghe su unarea alpina.


Fig 7