
DALLE
ORIGINI ALLO STATO DELL'ARTE
Se è vero che i marinai si sono sempre fidati delle stelle, che cosa
ha da sempre aiutato lalpinista a trovare la strada giusta? Forse limmutabilità
in tempi brevi dellambiente montano, che fin da piccoli (alpinisti) ci
ha abituato a memorizzare attentamente il terreno, cercando riferimenti o semplicemente
abituandoci per istinto alla curiosità per le forme. Prima venne la bussola
di chiara importazione marinara, che ci avrebbe aiutato di notte o con nebbia,
perché di giorno molte delle nostre scelte dipendono dalla posizione
del sole e con essa la direzione è chiara.
Successivamente laltimetro, già di scientifica tradizione, in quanto
strumento per la verifica dellassottigliamento (diminuzione della densità)
dello strato atmosferico con linnalzamento della quota. Ahimè,
questo riferimento ci ha però anche confuso nelle fasi di evoluzioni
delle condizioni meteo, ma comunque allaltimetro è stato fatto
affidamento dagli anni 60 fino ai 90, inserendolo con successo anche
nel mondo della tecnologia digitale e della miniaturizzazione. Evoluti altimetri
digitali aneroidi (sensibili alla pressione atmosferica) da polso ornano la
dotazione degli alpinisti himalayani e spesso di chiunque si debba allontanare
dal livello del mare per più di un chilometro, abbinandoli alla bussola,
anche quella digitale.
Ma ancora troppe volte abbiamo continuato e continuiamo a non capire dove siamo.
La visibilità e la variabilità del terreno, spesso accentuata
dalla quota o dalle condizioni invernali, non danno sempre sufficienti informazioni
atte a collegare quella serie di sensazioni che solo ci può ricondurre
a far corrispondere la nostra percezione di posizione con la realtà,
portandoci, in casi estremi, anche la rischiare la nostra sopravvivenza.
Ed ora, ancora una volta, sono le stelle a venirci in aiuto: ma in questo caso
sono stelle artificiali, che con segnali radio possono indicarci con buona precisione
la nostra posizione grazie, appunto, alla tecnologia GPS.
