LA TRASVERSALITA' DELLE TECNOLOGIE
I satelliti GPS voluti dalla DMA (Defense Mapping Agency degli USA) hanno costituito un ottimo sistema di localizzazione, sviluppato inizialmente per un puro interesse strategico militare che ne ha condizionato l’evoluzione e l’uso, perché -per ovvie ragioni legate alla sicurezza militare- il calcolo di posizione fatto dal ricevitore al suolo veniva “corrotto” da una codifica del segnale, che ne confondeva la precisione, riducendola a poco di meno di 100 metri.
Questa codifica, pomposamente chiamata SA (Selective Availability) permetteva alle forze Nato di utilizzare pienamente le capacità del sistema, creando per contro problemi agli altri utenti.
Di recente, il nuovo scenario di equilibri internazionali ha fatto sì che questa codifica sia stata eliminata, grazie ad una decisione dell’ex presidente Clinton e questa liberalizzazione dovrebbero portare al reinserimento della codifica nella copertura delle zone interessate.
Questo provvedimento ha portato a migliorare la precisione della misura da parte di ricevitori portatili ad un valore tra i 15 e i 5 metri, determinando l’inizio dell’interesse per coloro che possono qualche volta trovare assai scomoda la propria posizione in pendenza, gli alpinisti.
La romantica triangolazione sulle stelle dei marinai viene ripetuta sulle microonde dei satelliti GPS e in pochi secondi il ricevitore ci fornisce le nostre coordinate orizzontali elaborate con segnale di almeno 4 satelliti che determina anche la quota, ma con precisione leggermente inferiore.
Quando poi ci spostiamo, la memoria dell’apparecchio registra una successione di punti di locazione riconosciuti che permette, in tempo reale, un calcolo della direzione di movimento e relativa velocità; sulla base di questi parametri, il sistema GPS è inoltre in grado di valutare la distanza dall’obiettivo e il tempo necessario per raggiungerlo.
Non solo, ma se qualcosa va storto, il ricevitore ci può facilmente guidare all’indietro sullo stesso percorso fino al punto d’inizio escursione; e, nel peggiore dei casi, il punto in cui siamo costretti a chiedere soccorso, permettendo di essere localizzati e raggiunti in modo preciso e tempestivo da una squadra o da un elicottero.
L’ultima generazione di GPS palmari prevede poi l’integrazione di più informazioni di “navigazione” (come avviene nei sistemi di guida degli aerei) unendo l’indicazione satellitare con quelle storicamente note, ma sempre valide, quali l’altitudine calcolata sulla base aneroide (della pressione atmosferica), e la direzione stabilita sulla base del campo magnetico terrestre.
Naturalmente, il piccolo navigatore elettronico si può interfacciare con il computer, realizzando così un sistema di gestione (inteso come pianificazione e verifica di un percorso) molto avanzato, anche perché facilmente riferibile alla cartografia digitale purché compatibile al sistema di riferimento del GPS.
In buona sostanza, è possibile pianificare un percorso su pc e trasferirlo nella memoria del GPS, per seguirlo con precisione anche affrontando un terreno sconosciuto, grazie alle informazioni fornite dall’interfaccia grafica del GPS che visualizzerà una simulazione di mappa oppure, più semplicemente, una bussola virtuale con la direzione da seguire.
Inoltre, una volta rientrati dall’attività outdoor possiamo scaricare sul pc i dati memorizzati dal GPS e da questi ricavare tutte le informazioni di navigazione registrate, comprese le posizioni dei punti toccati, le soste, gli spostamenti, le velocità orizzontali e verticali e le quote. Il tutto abbinato alle informazioni di tempo riferito agli orologi dei satelliti, precisi al millesimo di secondo (dal GPS sincronizzato ai satelliti si ha, tra l’altro, sempre l’ora esatta).