Analisi dei dati e statistiche sulle vittime da valanga nella stagione 2000 - 2001

Alfredo Praolini e Eraldo Meraldi
Centro Nivo-metorologico
Regione Lombardia
Via Reverberi 2 - Bormio (SO)
ggg

  L’innevamento eccezionale della stagione invernale 2000-2001, da novembre ai mesi estivi, ha permesso una grande frequenza della montagna innevata, in particolare durante i fine settimana e nelle festività, periodi in cui si sono registrati anche la stragrande maggioranza degli incidenti. La cadenza annuale dell’Assemblea della CISA-IKAR (Commissione Internazionale di Soccorso Alpino che riunisce 17 paesi, anche d’oltreoceano) quest’anno svoltasi in Croazia a inizio ottobre, ha permesso all’AINEVA di fare il punto della situazione sulla casistica degli incidenti da valanga accaduti sul versante sudalpino, sugli appennini e su tutti i rilievi della penisola italiana. Purtroppo non è mancata materia su cui ragionare, fare considerazioni, elaborare statistiche e trarre delle conclusioni: il numero assai considerevole di persone coinvolte in incidenti da valanga (oltre 250 persone presenti) e l’altrettanto considerevole numero di vittime (29) possono di primo acchito spaventare quanti in questi anni si sono dati da fare nel campo della prevenzione, in particolar modo l’AINEVA. Fatti molto spiacevoli, che sino ad ora avevano interessato solamente altri settori del vivere civile, sono da collegare al mancato soccorso di alcune vittime in valanga ed all’arresto di escursionisti che hanno causato il distacco di valanghe. L’analisi dei dati ha permesso di estrapolare alcune considerazioni a carattere generale ed ha dato modo di cercare di mettere in risalto quelle situazioni che più hanno caratterizzato la scorsa stagione invernale ai fini della prevenzione degli incidenti nella stagione in atto.