
Fig. 1

Fig. 2
|
GLI
INCIDENTI DA VALANGA
“Scarsità di innevamento = maggior numero di incidenti”
E’ una equazione a cui ci si stava abituando in considerazione all’ultimo
decennio piuttosto povero d’innevamento e quindi facilmente predisposto
alla formazione di strati basali deboli che compromettono la stabilità
del manto nevoso; la stagione invernale 2000-2001 ha smentito questa analisi
fatta a suo tempo.
Abbondante innevamento sin da inizio stagione e temperature in generale
al di sopra della media, per periodi anche prolungati, hanno favorito
ed accelerato il graduale assestamento del manto nevoso precludendo, invece,
la possibilità d’innesco di forti gradienti con una conseguente formazione
di cristalli a calice o sfaccettati.
Anche sulla superficie del manto nevoso raramente è comparsa la brina
che, se inglobata, avrebbe potuto dar luogo ad uno strato favorevole allo
scivo-lamento delle masse nevose soprastanti.
Tuttavia col prematuro inizio delle attività escursionistiche al di fuori
delle piste battute e controllate (seconda metà di ottobre) ed il suo
prolungato protrarsi a fine stagione (ancora a luglio si son potute effettuare
gite scialpini-stiche con gli sci calzati a 2400 m di quota) possono aver
contribuito al fatto che in Italia venissero segnalati ben oltre sessanta
incidenti con persone travolte da valanga.
Le prime due vittime si registrano in Trentino, in due incidenti distinti,
il 30 dicembre 2000 appena dopo 3-4 giorni caratterizzati da precipitazioni
intermittenti ma da un’attività eolica significativa con un pericolo valanghe
localizzato: l’indice riportato nel bollettino nivometeorologico in vigore
riportava grado 2 (MODERATO). Va aggiunto che nei 3 giorni a cavallo di
Capodanno, dal 30/12 al 1/01, sono stati ben 6 gli incidenti che hanno
visto coinvolto persone, perlopiù rilevati oltre che in Trentino anche
in Lombardia, Friuli V.G. e Valle d’Aosta.
L’abbondante innevamento di inizio gennaio, i continui apporti nevosi
e l’attività valanghiva spontanea accentuata non sembrano scoraggiare
gli escursionisti della neve: malgrado i bollettini nivometeorologici
degli enti aderenti all’AINEVA segnalino a lungo indici di pericolo tra
il grado 3 (MARCATO) ed il 4 (FORTE), tra il 6 ed il 14 gennaio in 8 incidenti
periscono 6 persone. Lo stesso evento si ripete a fine mese, tra il 26/01
ed il 4/02, in 16 incidenti perdono la vita altre 6 persone, con addirittura
5 incidenti nello stesso giorno, domenica 4 febbraio. Anche il fine settimana
successivo, con indici di pericolo sempre elevati al grado 3 e 4, conta
7 incidenti e 3 vittime.
Da fine febbraio all’ultima settimana di aprile si registrano ancora 25
incidenti per un totale di 12 vittime; come riportato nel grafico di fig
1 i mesi che risultano maggiormente interessati da vittime sono quindi:
gennaio, febbraio e marzo (85%).
L’unica anomalia, in questo caso positiva, è il fatto che non sono stati
segnalati incidenti da valanga, né tantomeno vittime, durante l’intera
stagione estiva, eventi che invece avevano assai caratterizzato alcune
annate con scarsità d’innevamento. In effetti il consistente spessore
di neve al suolo è stato caratterizzato dalla presenza di strati molti
compatti con densità comprese fra i 350 ed i 600 kg/mc, formati da cristalli
da fusione e rigelo e da policristalli arrotondati a granulometria elevata
(da 3-4 mm ad oltre 1 cm), senza strati deboli o superfici di slittamento
all’interno.
Inoltre si sono notati strati interni ghiacciati, di spessore variabile
da 1 a 10 cm, formatisi da acqua di percolazione.
Territorialmente la
distribuzione degli incidenti ha visto coinvolte in maniera differente
le varie Regioni e Provincie Autonome aderenti all’AINEVA, con una prevalenza
di incidenti con vittime nel settore occidentale: Piemonte 10 vittime
e Valle d’Aosta 7 vittime. Nel settore centrale delle Alpi, Lombardia
e Trentino Alto Adige, molti sono stati gli incidenti registrati (oltre
30) ma il numero di vittime (10) è in proporzione assai più ridotto; e
così sul settore orientale (in Veneto e Friuli Venezia Giulia ove, a fronte
di 9 incidenti, si registra una sola vittima (fig 2).
|