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L'ANALISI
DEI DATI
Un dato molto sintomatico emerge dall’osservazione del grafico di fig
3: più di 1/4 (28%) delle vittime stava effettuando un’escursione con
indice di pericolo riportato nel bollettino nivometeo-rologico della Regione/Provincia
di appartenenza attestato sul grado 4 (FORTE), allorquando la scala adottata
a livello europeo asserisce testualmente che “Le possibilità per gite
sciistiche sono fortemente limitate ed è richiesta una grande capacità
di valutazione locale” ; e comunque un 55% di escursionisti si trovava
già in condizioni di stabilità del manto nevoso piuttosto precarie, evidenziato
dal grado 3 (MARCATO).
Su oltre 40 persone sepolte dalla neve (per sepolto si intende la persona
che non ha possibilità di attivare le funzioni respiratorie, quindi con
almeno la testa sotto la neve), quelle che sono riuscite a salvarsi in
buona parte si sono liberate da sole, mentre tra le vittime si evidenzia
un elevato numero di persone localizzate tramite l’ARVA (apparecchio di
ricerca in valanga). Tuttavia, nonostante la presenza di uno o più compagni,
l’autosoccorso messo in atto non ha dato esito positivo in tempo utile.
E’, questa, un’osservazione molto significativa. Va comunque rilevato
che 5 vittime sono da annoverare tra escursionisti che stavano effettuando
un’uscita in solitaria ed altre 2 vittime, coinvolte in cascata su ghiaccio,
sono rimaste entrambe sepolte.
Dall’analisi dei dati emerge inoltre che circa 2/3 degli incidenti in
valanga sono avvenuti durante i fine settimana o nelle festività, allorquando
la pratica di escursioni organizzate è senz’altro più massiccia, tuttavia
la metà delle vittime è stata registrata in occasione di incidenti occorsi
in giornate lavorative.
Interessante notare che a fronte dei dati delle vittime da valanga degli
ultimi 15 anni, oscillanti tra i 10 ed i 36 morti, c’è stato un incremento
di frequentazione assai considerevole e via via compaiono nuove attività
sportive che si espongono al pericolo delle valanghe (snowboarders, cascate
di ghiaccio, racchette da neve, motoslitte).
Alcune altre considerazioni importanti da mettere in risalto:
• in 3 incidenti, fortunatamente senza vittime, coloro che hanno provocato
la valanga sono fuggiti invece di soccorrere i malcapitati;
• in altri 2 incidenti occorsi a dei praticanti dello sci fuoripista,
i travolti, rimasti illesi, si sono prontamente allontanati dalla zona
per il timore di ricorrere in sanzioni o denunce;
• in 2 incidenti con vittime i superstiti, fautori del distacco della
valanga, sono stati arrestati.
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