Un diverso approccio per lo studio delle valanghe
 

La vegetazione nelle nostre regioni costituisce un archivio di dati sulle variazioni climatiche ed ambientali dettagliato e puntiforme. In generale, la capacità delle piante di reagire agli stimoli esterni e di registrarli, fa sì che dallo studio delle comunità vegetali, delle forme, del portamento e degli anelli di accrescimento degli alberi, nonché delle variazioni dei limiti della vegetazione arborea si possano ricavare informazioni sulla storia climatica recente e su diversi processi geomorfologici che caratterizzano i versanti alpini. Uno dei fenomeni più interessanti, anche per le implicazioni che può avere nelle aree antropizzate o frequentate dal punto di vista turistico, è costituito dalle valanghe, la cui frequenza ed intensità sono strettamente collegate alle condizioni meteorologiche e all’andamento generale del clima. Ne deriva pertanto l’importanza di riconoscere l’evoluzione del fenomeno valanghivo nel tempo, evidenziando la sua correlazione con altri processi clima-dipendenti quali, ad esempio, le variazioni dei ghiacciai e le colate di detrito (debris flows). Se lo studio delle valanghe e della loro prevenzione costituisce oggetto di ricerche consolidate da tempo, le ricerche sulla vegetazione arborea e sulle comunità vegetali, quali indicatori del fenomeno valanghivo, è stato finora piuttosto trascurato.

Manuela Pelfini,
Maurizio Santilli
Dipartimento di Scienze della Terra, Sezione di Geologia e Paleontologia, Università degli studi di Milano

Marco Caccianiga,
Federica Gironi
Dipartimento di Biologia, Sezione di Botanica Sistematica, Università degli Studi di Milano