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Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3
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L'EFFETTO
DELLE VALANGHE SULLA VEGETAZIONE
Le valanghe sono spesso in grado di imprimere un aspetto
caratteristico ai versanti vallivi, sui quali tendono ad aprire percorsi
entro le aree boschive, o a formare i caratteristici coni di valanga incisi
dai cosiddetti “corridoi di valanga”, solchi preferenziali dello scorrimento
della neve e dell’acqua di fusione (fig.1). Spesso i coni di deiezione
alla base dei valloni e delle incisioni in roccia hanno una genesi complessa
in quanto vengono costruiti sia per opera di acque correnti, sia da processi
di frane per colata (debris flows) ed infine sono battuti quasi annualmente
dalle valanghe primaverili in grado anch’esse di contribuire al model-lamento
del paesaggio. Questo tipico ambiente, soggetto ad intenso disturbo, è
colonizzato da un mosaico di vegetazioni ben adattate: nel solco centrale
interessato con maggior frequenza dalle valanghe si trovano aggruppamenti
erbacei discon-tinui; nelle zone adiacenti spesso lussureggia una vegetazione
ad alte erbe (megaforbie) (fig. 2) legate alla disponibilità di acqua
e di nutrienti concentrati lungo i percorsi delle valanghe, dove gli impenetrabili
arbusteti ad ontano verde resistono alla pressione della neve grazie alla
flessibilità dei fusti. Solo ai margini dell’area valanghiva, dove la
frequenza degli eventi è minore, la vegetazione propria della quota (boschi
di conifere, arbusteti ad ericacee o tundra nana) riprende il sopravvento.
La vegetazione arborea presenta però spesso forme peculiari, modellate
dall’impatto della neve o dal soffio della valanga. A volte i danni sono
letali, ma spesso gli alberi riescono a sopravvivere ed assumono portamenti
caratteristici (fig. 3).
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