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Fig. 7

Fig. 1

Fig. 8

Fig. 9

Fig. 10
Sono
state individuate quattro tipologie di canalone.
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L’ESEMPIO
DELLA VAL ZEBRÙ
Uno studio campione è stato realizzato in Val Zebrù (SO), lungo il versante
vallivo sinistro, battuto quasi annualmente da valanghe, soprattutto primaverili,
caratterizzate da neve umida, pesante e con un notevole effetto geomorfologico.
Su tredici aree campione sono stati analizzati sia i dati dendrocronologici,
sia le comunità vegetali. Le aree esaminate presentano caratteristiche
mor-fologiche e vegetazionali non uniformi, poiché differiscono per topografia,
dimensioni del bacino di accumulo della neve e copertura arborea ed arbustiva
e sono costituite da coni di deiezione, porzioni di versanti vallivi e
canaloni di valanga.
Analisi dendrocronologica
L’analisi dei dati dendrocrono-logici degli oltre 500 campioni di larice
prelevati da alberi opportunamente ubicati sulla carta topografica, ha
consentito di datare numerose valanghe e di determinarne la frequenza,
mettendo inoltre in evidenza le traiettorie preferenziali delle masse
nevose nonché le zone più colpite dai singoli eventi (fig. 7). Buona parte
dei dati è stata ricavata da alberi abbastanza giovani i cui fusti possono
più facilmente piegarsi; tuttavia gli eventi più intensi e diffusi sono
stati registrati dalle piante indipendentemente dall’età. L’analisi complessiva
dei dati ha evidenziato una concentrazione degli eventi nel secondo decennio
del XX secolo, intorno agli anni ’50 e tra gli anni ’70 ed ’80. Questi
intervalli di maggiore intensità e frequenza delle valanghe corrispondono
in parte alle note fasi di avanzata dei ghiacciai alpini verificatesi
nel primo ventennio del XX secolo e negli anni ’80 dello stesso. Il confronto
dei dati di precipitazione registrati dalla stazione di Santa Caterina
Valfurva (SO) (fig. 1 e 8) mostra un’interessante correlazione con gli
eventi valanghivi più significativi. Le annate caratterizzate da valanghe
cadute in oltre la metà delle aree indagate, coincidono con i massimi
marcati nella curva delle precipitazioni cumulate del semestre Ottobre-Marzo.
Va comunque ricordato che le valanghe sono determinate da situazioni meteorologiche
che coinvolgono anche il rapido innalzamento della temperatura e non solo
la quantità di precipitazioni solide.
Comunità vegetali
Il complesso di comunità vegetali legate alle valanghe si è rivelato piuttosto
articolato. L’acqua di fusione esercita un ruolo fondamentale, determinando
la presenza di comunità discontinue su substrato subaffiorante, dominate
da specie litofile come Rumex scutatus o Saxifraga aizoides (fig.9). Queste
comunità hanno uno sviluppo molto ridotto e sono strettamente limitate
al solco interessato dallo scorrimento della valanga e delle acque di
fusione. Molto frequentemente, soprattutto nei canaloni del tratto inferiore
della Val Zebrù, la vegetazione litofila sfuma lateralmente in vegetazioni
erbacee, assimilabili a pascoli piuttosto umidi e ricchi Questi subiscono
probabilmente sia l’influenza delle valanghe sia quella del pasco-lamento
domestico e selvatico. I complessi a megaforbie occupano spesso la zona
di passaggio tra il solco centrale e le vegetazioni erbacee, o tra queste
e gli arbusteti a ontano verde. Sono caratterizzati da specie di grande
taglia come Aconitum spp., Peucedanum ostruthium, Veratrum album e indicano
spesso le aree a maggior accumulo di nutrienti e a microclima fresco e
umido. Le ontanete a ontano verde rappresentano l’ambiente più tipico
dei canaloni di valanga, che talvolta arrivano a occupare anche la porzione
centrale del canalone. Nella loro forma più comune presentano un sottobosco
a megaforbie, ma spesso in Val Zebrù hanno un sottobosco tipico dei boschi
di conifere circostanti, ad indicare una situazione di disturbo saltuario
e, probabilmente, un disboscamento antro-pico (fig. 10). Lo studio delle
associazioni vegetali ha permesso di riconoscere alcune tipologie di canalone
di valanga caratterizzate da una presenza e una disposizione ricorrenti
delle associazioni stesse. Queste tipologie possono essere correlate alla
localizzazione nella valle, alla morfologia, alla diversa ricorrenza e
intensità delle valanghe, consentendo quindi una sorta di classificazione
dei percorsi delle valanghe su base vegetazionale.
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