DISCUSSIONE
L’analisi integrata di dendrocro-nologia e fitosociologia fornisce un utile contributo per lo studio del fenomeno valanghivo. Nel primo caso è possibile ottenere datazioni degli eventi principali che a loro volta permettono di delineare un quadro delle tendenze climatiche e dei processi ad esse correlati. Nel caso delle indagini fitosociologiche, dall’osservazione dell’ecologia e della distribuzione delle varie tipolo-gie, emerge un’indicazione del tipo e della frequenza di disturbo a cui esse sono soggette. La forte dinamicità che caratterizza le associazioni vegetali di zone soggette a disturbo presenta, infatti, l’indubbio vantaggio di fornire una vasta gamma di gradienti sia spaziali, sia temporali, sia, se correttamente interpretati, permettono di ricostruire con buona approssimazione la storia di un determinato luogo. Dal confronto con i risultati dell’analisi dendro-cronologica emerge la maggior precisione spaziale della risposta della vegetazione che, anche se non fornisce date puntuali, descrive in modo preciso la dinamica della zona interna al canalone, non accessibile all’analisi den-drocronologica; quest’ultima registra, infatti, solamente quegli eventi di entità eccezionale, che investono tutto il canalone fino al margine del bosco con intensità sufficiente a danneggiare gli alberi o deviarli dalla verticale. L’integrazione dei due metodi permette quindi di correlare dati spaziali e temporali, per giungere ad una migliore lettura dell’evoluzione delle zone soggette a valanghe. Alla luce del presente studio si delinea la prospettiva di ampliare l’analisi dei fattori considerati ad altre zone geografiche, al fine di contribuire alla valutazione del tipo di disturbo in zone a rischio di valanga.