TEMPERATURES ON THE ABRUZZO-MOLISE APENNINES Analysis of spatial variations along the Abruzzo and Molise Apennines range
M. Fazzini, C. Bisci, M. Gaddo, M. Russo

In a morphologically complex territory like that characterising the Italian central-southern Apennines, a number of meso- and microclimatic conditions can be found, mainly as far as thermal values are concerned. In fact, due to the alternation of mountain ranges or isolated peaks, deep valleys that separate them and internal plateaux (the areas in Italy where continental climate is most evident), alongside other geographical factors, major differences emerge in daily, monthly and annual thermal trend. In particular, the relationship between height and average thermal values, which was calculated on the basis of historical series taken from about 40 measuring stations for the 1961-1995 period, is rather evident, with coefficients of correlation always exceeding 80%. By using a series of morphological and geographical variables that describe morphology around each measuring station, it was possible to quantize the physical environment of the area. Also, by using higher statistical techniques, such as the “stepwise” multiple regression analysis, which is applied to these independent variables in connection with the seasonal and annual temperatures (dependent variable), it was possible to increase the variability accounted for by the temperature trend of the area of more than 90% of the total. The subsequent analysis of residual values allows for the calculation of the differences between real temperatures and those calculated with the statistical model, so as to underline the areas that are “colder” or “warmer” than normal and explain some particularly anomalous local situations.

 

Analisi delle variazioni spaziali lungo la catena appenninica dell’Abruzzo e Molise

Massimiliano Fazzini
Dipartimento Scienze della Terra
Università di Ferrara

Carlo Bisci
Dipartimento Scienze della Terra
Università di Camerino (MC)

Mauro Gaddo
PAT ­ Ufficio Neve, Valanghe e Meteorologia,
Trento

Mario Russo
Ufficio Idrografico Pescara

In un territorio morfologicamente complesso come quello dell’Appennino centro-meridionale italiano, possono essere evidenziate numerosissime situazioni meso- e microclimatiche, soprattutto per ciò che concerne i valori termici. In effetti l’alternanza di rilievi più o meno organizzati ed isolati, di profonde valli che li separano e di altipiani interni (le aree termicamente più continentali dell’intera penisola) determinano, insieme ad altri fattori geografici, notevoli differenze nell’andamento termico giornaliero, mensile ed annuale. Più in particolare, la relazione tra quota e valori termici medi - ricavata su serie storiche appartenenti a circa 40 stazioni di misura per il periodo 1961-1995 - è piuttosto evidente, con valori del coefficiente di correlazione sempre superiori all’80%; il ricorso ad una serie di variabili morfologiche e geografiche che descrivono la morfologia nell’intorno di ciascuna stazione di rilevamento, permette di quantizzare l’ambiente fisico dell’area. L’utilizzo di tecniche statistiche superiori come l’analisi di regressione multipla di tipo “stepwise”, applicata a queste variabili (indipendenti) in rapporto alle temperature stagionali ed annue (variabile dipendente) permette di innalzare la variabilità spiegata dell’andamento termico territoriale oltre il 90% del totale. La successiva analisi dei valori residuali permette di calcolare le differenze tra le temperature reali e quelle calcolate dal modello statistico cosi da evidenziare le aree più “fredde” o più “calde” della norma e di spiegare alcune particolari situazioni locali anomale.

Fabio Gheser