Mauro Valt, Anselmo Cagnati, Andrea Crepaz
ARPAV DRST
Centro Valanghe di Arabba (BL)
mvalt@arpa.veneto.it

con la collaborazione di
Danile CatBerro
Società Meteorologica Italiana

La neve e il suolo albedo giocano un ruolo importante nel bilancio radiativo del pianeta. Negli ultimi 40 anni, nell’Emisfero Nord, l’estensione della copertura nevosa è in generale diminuita (Dye, 2002; IPCC, 2007; Scherrer et al, 2004) con le relative ripercussioni dirette e indirette sul clima e sulla circolazione atmosferica (Lo e Clark, 2001; Saito e Cohen, 2003).
Tuttavia i dati a disposizione riguardo l’andamento annuale o stagione del manto nevoso sono ancora pochi e limitati ad alcune nazioni. In Europa alcuni studi sono stati condotti oltr’alpe e alcuni hanno evidenziato la diminuzione della durata della neve al suolo, l’innalzamento della quota delle neve sicure per le attività sciistiche e la diminuzione della risorsa idrica derivata dalla fusione del manto nevoso in primavera.Con i dati a disposizione sul versante meridionale della Alpi, prendendo in considerazione 2 aree campione, è stato possibile tracciare un primo bilancio dell’andamento recente del manto nevoso,.
Rispetto alla media 1961-90, la permanenza della neve al suolo, è diminuita mediamente di 14 giorni, con un incidenza maggiore alle quote inferiori ai 1600 m rispetto alle quote più elevate.Per quanto riguarda il cumulo stagionale di precipitazione nevosa, è in calo a tutte le quote dal 1990 in poi (Valt et al. 2006), salvo un alternanza di stagioni poco nevose ed altre nevose negli ultimi 5 anni.
La diminuzione delle precipitazioni nevose, dei valori di altezza massima della neve al suolo e della permanenza della neve al suolo sono confermate anche da una leggera flessione delle precipitazioni invernali e dal probabile cambiamento di regime fra la precipitazione liquida e quella solida. Infatti, con i limitati dati a disposizione e che richiedono una successiva conferma, sembrano in netto aumento le precipitazioni liquide (pioggia) a scapito di quelle solide (neve).
Per quanto riguarda il limite della neve sicura per le attività sciistiche (criterio dei 100 giorni con più di 30 cm di neve al suolo), confinato in Italia ad un quota prossima ai 1500 m (Laternser e Schneebeli, 2003), è evidente come negli ultimi decenni si sia innalzata e forse ora ubicata intorno ai 1800 m, almeno sulla Alpi Orientali.
La diminuzione della quantità di neve al suolo ha come conseguenza diretta, la riduzione della disponibilità della risorsa idrica utilizzabile per l’irrigazione, la distribuzione civile, la produzione di energia elettrica. Le prime elaborazioni sommarie, evidenziano che, rispetto al decennio 1971-80, la disponibilità è notevolmente diminuita.

 

 

RECENT VARIATIONS IN THE SNOW COVER ON THE SOUTHERN SIDE OF ALPS

Snow and its albedo play a major role in the radiation balance of the planet. In the last 40 years, in the Northern Hemisphere, the snow cover surface has generally undergone a reduction (Dye, 2002; IPCC, 2007; Scherrer et al., 2004) with ensuing direct and indirect effects on climate and atmospheric circulation (Lo and Clark, 2001; Saito and Cohen, 2003).
However, there are still too few figures available on the annual or seasonal snow cover trend and they are limited to some nations. In Europe some studies were carried out beyond the Alps and some of them underlined reduced duration of snow on the ground, increased height of the safe snow limit for skiing and a reduction of water resources from the snow cover melting in spring.
Based on the data available on the southern side of the Alps, taking into account 2 sample areas, it was possible to draw up a preliminary balance of the recent snow cover trend.
Considering the 1961-90 average, duration of snow on the ground has averagely diminished by 14 days, with higher incidence at altitudes lower than 1,600 m with respect to higher altitudes.
Regarding seasonal snow accumulation, it has been decreasing at all altitudes since 1990 on (Valt et al., 2006), save for the alternation of seasons with little snow and seasons with more snow in the last 5 years.
Decreases in snowfalls, the maximum depths of snow on the ground and duration of snow on the ground are also confirmed by a slight decrease of winter precipitations and the probable variation of regimen between liquid and solid precipitations. In fact, based on the limited data available and which require subsequent confirmation, liquid precipitations (rain) seem to be sharply growing to the detriment of solid precipitations (snow).
As for the limit of safe snow for skiing (100 days with more than 30 cm of snow on the ground), which in Italy corresponds to an altitude close to 1,500 m (Laternser and Schneebeli, 2003), it is evident how in the last decades this limit has risen and now is placed around 1,800 m, at least on the Eastern Alps.
The decrease of the amount of snow on the ground directly implies a reduction of the availability of water resources to be used for irrigation, distribution for civil use, and power production. The first summary calculations show that, compared with the 1971-80 decade, the availability of water resources has sharply reduced, almost by 50%.