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ENVIRONMENTAL QUALITY
OF SNOW “IN TRENCH”
Results of the 3-year activity of gathering of expeditious chimical-environmental data
As a rule, a “trench” is used by people needing to defend themselves from enemies. But snow experts and lovers alike think it is the snow itself that defends itself (and us, too) from an enemy called anthropic pollution, though it is true that snow in trench offers us the opportunity to know it better.
After three years of observations, experimental measurements, tests and technical-scientific debates, started in winter 2005-06, the informal work team made up of researchers from EIM, ARPA of Veneto (CVA of Arabba) and of Lombardy (Centro Nivometeo of Bormio) and Università di Torino (DIVAPRA – Alpine snow and land laboratory) has finally completed its research. Over 700 measurements of pH and conductivity were carried out that provide a “photography” of the state of the environmental quality of the Alps and Apennines, though being extremely simplified and localized. All that has led to considering snow “in trench”, an environmental framework that needs to be analyzed in depth and kept under control, of which the preliminary results from the annual steps of the experimental research work have already been published (Pecci et al., 2007; Pecci et al., 2008; Pecci, 2009).
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Massimo Pecci e
Pinuccio D’Aquila
EIM (Ente Italiano della Montagna)
Mauro Valt, Valter Cagnati
e Tiziana Corso
ARPA Veneto, Centro Valanghe di Arabba
Alfredo Praolini, Eraldo Meraldi
e Flavio Berbenni
ARPA Lombardia,
Centro Nivometeorologico di Bormio
Giovanni Kappenberger
MeteoSvizzera (Locarno Monti)
Michele Freppaz, Paola Dellavedova
e Gianluca Filippa
Università di Torino, Di.Va.P.R.A.
- Laboratorio Neve e Suoli Alpini |
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Normalmente sta “in trincea” chi si deve difendere da un nemico. A tutti noi studiosi ed amanti della neve sembra che a difendersi (e difenderci) dal nemico rappresentato dall’inquinamento antropico sia proprio la neve, anche se la neve in trincea è anche l’occasione per conoscerla meglio.
Dopo un triennio di osservazioni, misure sperimentali, test e discussioni tecnico-scientifiche, cominciati nell’inverno 2005-06, il Gruppo di Lavoro informale composto da ricercatori dell’EIM, delle ARPA del Veneto (CVA di Arabba) e della Lombardia (Centro Nivometeo di Bormio), di MeteoSvizzera e dell’Università di Torino (DIVAPRA – Lab. Neve e Suoli Alpini) è giunto alla fine del percorso di ricerca.
Si tratta di oltre 700 misure di pH e altrettante di conducibilità che forniscono una “fotografia” dello stato della qualità ambientale, pur se estremamente semplificato e localizzato, delle Alpi e dell’Appennino. Ne risulta un quadro ambientale della neve “in trincea” da approfondire ulteriormente e da tenere sotto controllo,di cui i risultati preliminari delle fasi annuali dell’attività sperimentale di ricerca sono già state pubblicate (Pecci et al., 2007; Pecci et al., 2008; Pecci, 2009). |
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