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La protezione dalle valanghe può essere attuata con misure
temporanee o permanenti.
LA DIFESA TEMPORANEA
Quando si verifica un elevato pericolo a seguito di eventi eccezionali
(forti nevicate, venti ecc…), normalmente vengono applicati due
tipi di interventi puntuali e temporanei. Il principale consiste
nell’evacuazione di edifici e nella chiusura di strade e piste da
sci tramite provvedimenti straordinari delle autorità competenti
o ordinanze emesse dal sindaco avvalendosi delle commissioni locali
valanghe.
In casi eccezionali, o più frequentemente solo se previsto da specifici
piani di intervento, è possibile intervenire con il distacco artificiale
delle valanghe tramite gli esplosivi.
LA DIFESA PERMANENTE
La difesa permanente ha un duplice obiettivo:
ridurre le
condizioni per lo sviluppo di valanghe, agendo sulla stabilizzazione
del manto nevoso nella zona di distacco (difesa
attiva);
limitare o
annullare i danni dovuti al passaggio di una eventuale valanga deviandone
il percorso e proteggendo le infrastrutture (difesa
passiva).
La difesa attiva
La difesa attiva si attua con 3 tipi di intervento:
modifica del
suolo generalmente tramite il rimboschimento e la creazione di terrazzamenti
che, aumentando la rugosità del suolo, frenano lo slittamento della
neve;
trattenimento
del manto nevoso con opere paravalanghe quali ponti da neve, rastrelliere
e reti, strutture in legno o acciaio disposte su più linee parallele
nella zona di distacco;
controllo
della neve trasportata dal vento tramite barriere frangivento e
deflettori che, modificando il flusso del vento, limitano la formazione
di cornici in punti particolarmente critici.
La difesa passiva
La difesa passiva si attua con opere posizionate in zona di scorrimento
o di arresto della valanga; queste, essendo soggette a spinte dinamiche
di notevole entità, sono generalmente di struttura massiccia.
Le principali tipologie sono:
opere di deviazione:
hanno la funzione di far cambiare la direzione di scorrimento delle
valanghe radenti allo scopo di proteggere strutture ben definite
(argini di deviazione e deviatori), oppure di dividere la massa
della valanga in piccole parti più facilmente controllabili (cunei).
A protezione delle strade si utilizzano le gallerie paravalanghe;
opere di arresto:
vengono utilizzate per bloccare del tutto una valanga in movimento
oppure per rallentarne la velocità e ridurne la distanza di arresto
(dighe di contenimento o intercettazione);
opere di frenaggio:
favoriscono la decelerazione della neve in movimento, provocandone
l’espansione laterale per effetto di successive deviazioni (cunei
frenanti).
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