Per prove empiriche di stabilità si intendono quelle prove o test
che consentono di valutare direttamente il consolidamento del manto
nevoso su un determinato pendio in maniera rapida ed efficace.
Estremamente importante in queste prove è la scelta del sito in
quanto la zona individuata non sempre è sufficientemente rappresentativa
di tutto il pendio, soprattutto su versanti caratterizzati da forte
variabilità. Per questo conviene eseguire diverse prove in più punti.
La valutazione della stabilità del manto nevoso è un'operazione
complessa che richiede molte conoscenze e grande capacità di osservazione;
le prove empiriche forniscono informazioni utili per decidere se
attraversare o meno un pendio: “passo
o non passo?” La variabilità del manto nevoso, la difficoltà di esecuzione
delle prove e la validità spazio-temporale delle stesse, fanno sì
che un margine di incertezza comunque rimanga sempre.
IL TEST DEL BASTONCINO
Tale metodo consiste nell’introdurre verticalmente, con una moderata
pressione, il bastoncino in diversi punti del manto nevoso per poter
apprezzare la maggiore o minore facilità di penetrazione. Questo metodo
permette di individuare strati deboli o resistenti che possono confermare
la presenza di croste, lastroni o strati a debole coesione. Informazioni
più precise possono essere assunte solo con l’esame stratigrafico.
IL TEST DEL TELAIO
È più specialistico degli altri descritti, ma consente di misurare
in modo estremamente preciso la resistenza al taglio degli strati
deboli individuati con le altre prove. Si effettua con un telaio da
taglio e un dinamometro; viene eseguito quasi esclusivamente per scopi
scientifici in quanto richiede una laboriosa esecuzione e complessi
calcoli.
IL TEST DELLA PALA
Il test della pala consiste nell’isolare su 3 lati un pilastro di
neve e nell’applicare una forza di trazione, su ogni singolo strato,
inserendo la lama della pala dietro la colonna e tirando in direzione
del pendio fino a causarne la rottura. Lo sforzo necessario a provocare
il distacco è proporzionale alla resistenza al taglio dello strato.
Questa prova, di rapida e semplice esecuzione, permette di individuare
gli strati deboli e stimare il grado di adesione tra i diversi strati.
IL TEST DEL BLOCCO DI SLITTAMENTO
ll test del blocco di slittamento viene eseguito sollecitando una
porzione di manto nevoso, opportunamente isolata, su un pendio con
inclinazione preferibilmente oltre 30° e comunque di almeno 25°;
ad essa si applica un carico via via crescente fino ad ottenere l’eventuale
rottura dello strato debole. L’aumento progressivo delle sollecitazioni
consente una classificazione approssimativa della stabilità. È sicuramente
la prova più rappresentativa della reazione del manto nevoso alle
sollecitazioni esterne, tuttavia la difficoltà nell’individuare un
sito idoneo ed i tempi richiesti per l'esecuzione, fanno sì che questo
test sia utilizzato soprattutto dagli "addetti ai lavori".
IL TEST DI COMPRESSIONE
Come per il test della pala viene isolato dal manto nevoso un parallelepipedo
di neve sulla cui sommità viene piazzata una pala da neve. Su di essa
si battono serie di 10 colpi secondo livelli di carico crescenti che
corrispondono a “debole” (si batte con le dita muovendo il polso della
mano), “moderato” (si batte con le nocche muovendo il gomito), e “forte”
(si batte con la mano aperta). La compressione esercitata sulla colonna
di neve induce una forza di taglio parallela al pendio e una eventuale
rottura dello strato debole. Anche questo test consente di evidenziare
la presenza di piani di slittamento e lo spessore di un eventuale
lastrone.