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Da sempre gli abitanti delle montagne e gli studiosi hanno cercato
di classificare le valanghe, ma, date le notevoli variabili che
entrano in gioco (tipo di distacco, tipo di neve, posizione del
piano di scorrimento...), qualsiasi classificazione è risultata
insufficiente per cogliere tutti gli aspetti. L’unico modo per caratterizzare
inequivocabilmente un evento valanghivo è definire una serie di
criteri:
Tipo
di distacco
Si possono verificare due modalità di innesco di un fenomeno valanghivo:
il distacco puntiforme che genera una valanga di neve a debole coesione
ed il distacco lineare che dà luogo ad una valanga a lastroni.
Posizione
della superficie di slittamento
Se la rottura avviene all’interno del manto nevoso si ha una valanga
di superficie, mentre se avviene a livello del terreno la valanga
è detta di fondo.
Umidità
della neve
In base al diverso contenuto in acqua possono essere osservate
valanghe di neve umida e valanghe di neve asciutta; queste ultime
possono anche essere polverose o nubiformi.
Forma
del percorso
Quando la valanga scorre all’interno di un canale o di una
gola è detta incanalata, quando invece scorre su un pendio aperto
è detta di versante.
Tipo di movimento
Se il moto della valanga avviene a contatto della superficie questa
viene detta radente, se invece la valanga si sviluppa sotto forma
di nuvola di polvere di neve viene detta nubiforme. Le valanghe
miste abbinano entrambi i moti.
Causa
innescante
In base a tale caratteristica si distinguono infine le valanghe
spontanee e le valanghe provocate
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