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È la domanda più frequente che viene rivolta a chi si occupa di
valanghe.
Ecco una prima risposta: le valanghe cadono prevalentemente durante
la stagione invernale (da dicembre ad aprile) ma si possono verificare
anche nelle altre stagioni alle quote più elevate laddove sono presenti
ripidi pendii innevati.
Oltre alla stagionalità delle valanghe può essere fatta una distinzione,
seppur grossolana, fra le valanghe “immediate”,
diretta conseguenza della precipitazione (la neve fresca non si
ancora sui pendii o sulla vecchia neve), e quelle “ritardate”
che si verificano più in là nel tempo rispetto alle prime (giorni,
settimane), a seguito dei metamorfismi e delle altre trasformazioni
che normalmente avvengono nel manto nevoso. In particolare il vento,
la temperatura, o addirittura l’azione esterna dell’uomo, possono
influire significativamente sui “due” tipi di valanghe. Ecco quindi
un’altra risposta: le valanghe si verificano durante una nevicata
o dopo molto tempo.
La variabilità degli eventi atmosferici e la non sistematica ripetitività
degli stessi rendono ancora più difficile rispondere alla domanda.
Tutte le stagioni invernali, pur presentando ambienti del tutto
simili (boschi e prati ricoperti di neve), in realtà sono caratterizzate
da precipitazioni ed eventi climatici sempre un po’ diversi, tali
da renderle difficilmente confrontabili fra loro.
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